WMPMPSI – Westside Modulare Per Sollevatori Intelligenti – Seconda parte
Posso però dire che tutto questo non mi interessa: mi alleno secondo questi principi da tempo, non prendo nulla e mi sono sempre fatto male in tutt’altre occasioni. Vorrei presentare una versione del Westside (WS) che sia sufficientemente modulare da adattarsi alle esigenze di una platea più vasta. Se lo fa Joe DeFranco e vive di questo posso provare a buttare giù qualcosa anche io per fare due risate fra amici, no?
Westside per le masse

Proprio per l’approccio del tutto differente rispetto ai classici schemi di allenamento il WS è stato per me una forma di allenamento estremamente divertente e varia: di fatto siamo di fronte ad un framework, una struttura o intelaiatura vuota da riempire, concetto che difficilmente troverete estrinsecato nelle normali trattazioni che invece affrontano il “problema Westside” in modo molto canonico. Una volta compresi i principi è possibile operare innumerevoli variazioni sul tema.

Facendo riferimento alla curva forza-velocità, già vista in altri articoli, riportata nel disegno in alto a sinistra, la seduta ME ha lo scopo di migliorare la forza massimale “tirando su” la curva nella zona a sinistra. Il miglioramento della forza massimale avviene ad opera degli adattamenti che ben conosciamo, che ricordiamo brevemente:
- Aumento della capacità di reclutamento e sincronizzazione delle fibre muscolari
- Aumento della coordinazione intermuscolare
- Ipertrofia

Per definizione una seduta massimale si conclude con l’alzata al 100% delle proprie possibilità o con il fallimento dell’alzata stessa. Da questo è possibile trarre due importanti considerazioni:
- Il fallimento dell’alzata è previsto nel metodo e non è da considerarsi, assolutamente, un momento negativo: per esperienza, è proprio l’alzata fallita che fornisce le sensazioni più importanti per il miglioramento successivo.
- Allenarsi in stile WS implica necessariamente la presenza di un power rack di sicurezza, dato che il fallimento di una alzata è una eventualità molto probabile. Appoggiate, scaricate ed eventualmente riprovate.
Per un intermedio è più opportuno operare in questo modo:
- Viene scelto un esercizio su cui migliorare e viene testato per tre settimane prima di cambiarlo.
- Per l’esercizio scelto viene utilizzata una progressione crescente di carico sia all’interno di ogni sessione che fra le sessioni ME, come indicato nello schema successivo

Viene introdotto una specie di piccolo ciclo con un minimo di buffer: in ogni sessione viene testato un massimale su un certo numero di ripetizioni e la progressione permette di sostenere dei miglioramenti di sessione in sessione.
- Il primo allenamento è un test sulle tre triple a carico crescente con l’ultima al 100% del 3RM. Sta al singolo riuscire ad identificare questo carico.
- Nel secondo allenamento la seconda doppia è allo stesso carico della terza tripla, la terza doppia deve essere a carico superiore.
- Nel terzo allenamento la seconda e la terza singola sono al carico della terza doppia del terzo allenamento, la quarta singola è a carico maggiore costituendo il massimale assoluto del ciclo.

Nelle foto sopra riportate a sinistra due particolari dell’aggancio degli elastici da portabagagli al rack. Nella foto centrale la “taratura” del tutto per lo squat: in questo caso riesco a tenere con i mignoli un carico di 49Kg appena sopra le barre del rack. A destra la fase di partenza di uno squat: con un carico ipotetico sul bilanciere di 150Kg l’alzata sarà progressivamente più facile nella discesa dove nel punto più basso dovrò invertire il movimento con soli 100Kg

Regolando gli elastici è possibile variare la trazione: nelle foto sopra riportate la versione deloading della panca. Il carico è massimo a braccia tese e decrementato di 34Kg al petto come si può notare dal fatto che riesco a tenere il bilanciere sollevato con solo due dita.
Scopo di questi esercizi è creare un movimento completo sovraccaricandone una parte: l’atleta può pertanto allenarsi con il pattern motorio corretto rendendo “difficili” porzioni di movimento. Due punti importanti:
- Utilizzate una trazione negativa è di circa 20-30Kg per la panca e 30-40Kg per lo squat e lo stacco: non c’è bisogno di tantissimo deloading per apprendere correttamente i movimenti, con l’esperienza capirete la quantità giusta di Kg da scaricare.
- Il carico sul bilanciere è sempre dell’ordine del 90%-110% del proprio massimale per imparare a gestire il carico.

Gli aggettivi “dinamico” ed “esplosivo” sono quanto di più incompresi nel mondo del sollevamento pesi ed è facile associare l’immagine del “bang! bilanciere sul soffitto come una fucilata”. Non fraintendetemi: non sto dicendo che io sono l’unico intelligente in un mondo di fessi, ma che l’assimilazione del concetto di “esplosività” è abbastanza complicata e io stesso ci ho messo molto tempo a capirne il significato. Ogni gesto atletico ha il suo particolare “dinamismo” che va compreso a pieno per allenarlo correttamente altrimenti è molto facile trasformare il “dinamismo” in “frenesia”.

Nel disegno a sinistra sopra riportato ho indicato oltre alla curva forza-velocità anche quella della potenza, il prodotto fra la forza applicata al bilanciere e la sua velocità: la teoria afferma che carichi dell’ordine del 60% del massimale permettono di massimizzare la potenza applicata al bilanciere. Le sedute dinamiche del WS allenano proprio la capacità di generare questa potenza, la capacità di continuare a sviluppare forza per sostenere la velocità del bilanciere in tutta la sua traiettoria.
Per comprendere a pieno questo concetto fate riferimento al disegno a destra che rappresenta la curva della velocità nella parte ascendente del movimento di squat, dalla “buca” fino alla posizione eretta:
- L’atleta inverte il movimento, la velocità ha una impennata. Per fare questo deve accelerare il bilanciere “creando” forza. In questa trattazione “confonderemo” l’accelerazione e la forza sul bilanciere con quelle generate dai muscoli dell’atleta, una notevole semplificazione ma che comunque non altera il senso della trattazione. Più la velocità di risalita è elevata e più forza dovrà essere generata.
- Inizia la zona dello sticking point, per lo squat è il punto in cui è necessario coordinare l’estensione delle anche e delle tibie ma ogni esercizio ha il suo sticking point ed il ragionamento è facilmente generalizzabile. La coordinazione del movimento richiede un grosso impegno per il sistema nervoso che non riuscirà a mantenere la produzione della forza, perciò la velocità in questa zona decresce a causa della decrescita dell’accelerazione sul bilanciere.
- Se l’atleta riesce a superare il punto critico la velocità del bilanciere torna a crescere perché l’atleta riesce nuovamente ad accelerarlo grazie alla forza prodotta dai suoi muscoli e applicata al bilanciere.

Nei due disegni sopra riportati vengono descritte due esecuzioni di atleti l’uno più “bravo” dell’altro ed entrambi più “bravi” del precedente:
- A sinistra un atleta che riesce a far rallentare di meno il bilanciere poiché le sue caratteristiche neuromuscolari gli permettono di mantenere la produzione di forza più elevata rispetto all’atleta precedente anche durante lo sticking point: coordinandosi meglio riesce a spingere più a lungo sul bilanciere con conseguente minor decrescita della sua velocità.
- A destra un atleta che attraversa lo sticking point senza alcuna decrescita della velocità: ciò non significa che il bilanciere avrà una traiettoria a velocità costante ma che sarà presente un breve rallentamento con una chiusura “potente” in velocità. Questo implica che dopo il picco di forza iniziale questa cali ancora meno rispetto agli altri due casi.
Il disegno seguente mostra in un unico grafico l’andamento dell’accelerazione del bilanciere nelle tre situazioni. “Essere esplosivi nel powerlifting” significa perciò riuscire a produrne più forza possibile per più tempo possibile. In questo senso l’ultimo atleta è il più “esplosivo”.

L’esplosività pertanto non è relazionata alla “rapidità” del bilanciere nel senso comune del termine quanto alla fluidità del suo movimento in tutta la sua traiettoria. In linea teorica l’esplosività massima si ottiene con una velocità sempre crescente, a testimoniare che non vi sono stati decrementi di forza in tutta la traiettoria. E’ possibile essere “esplosivi” anche con carichi molto elevati e a differenza di altri sport non è associabile l’immagine di “esecuzione veloce”.
Scopo dell’allenamento dinamico è pertanto insegnare a creare forza e a mantenerla nell’attraversamento del punto più difficile di ogni esercizio. Il carico che massimizza la produzione di potenza è il 60% del massimale e nel WS canonico viene utilizzato proprio questo riferimento.


In questa versione del Westside non vengono utilizzati né box squat né good morning, esercizi classici del Westside canonico:
- Il box squat è un esercizio troppo tecnico, necessita di una supervisione e di una vera volontà di imparare. Dovrete riprendervi, riguardarvi, sbavarci sopra. Vedo quasi sempre esecuzioni di box squat che poco hanno a che vedere con la funzionalità dell’esercizio che è educare all’uso della catena cinetica posteriore. Pertanto, se non avete modo di farvi vedere, potete soprassedere.
- Il good morning è un ottimo esercizio e i Westsiders si sfondano letteralmente di varianti di tutti i tipi. Però è anche, obbiettivamente, un esercizio pericoloso per chi non ha pratica ed è sostituibile con varianti di stacco da terra. Potete utilizzarlo come complementare a vostra scelta, ma non è richiesto nelle sedute ME né tanto meno in quelle DE

Per esperienza è possibile strutturare un mesociclo Westside di durata da 4 a 9 settimane, con combinazioni del tipo 3+3, 3+3+3, 2+3, 2+2+2 settimane e così via. Consiglio come prima sperimentazione un periodo di 6 settimane seguita da una settimana di scarico completo in modo da poter apprezzare una successione di due coppie di tre sessioni.

Una settimana canonica WS è composta come nello schema sopra riportato: fra una seduta DE e la corrispondente ME devono trascorrere 72 ore in quanto questo è il periodo ideale dedotto dall’osservazione pratica degli atleti allenati.
Il Westside canonico è molto impegnativo per la presenza di due sedute per la catena cinetica posteriore in cui vengono in ognuna allenati squat e stacco: questo implica un notevole condizionamento al volume di lavoro che un atleta intermedio o principiante può non avere.

Lo schema sopra riportato esemplifica l’idea per uno schema di allenamento Westside-Like su panca e squat allenate in tre sedute settimanali: in 4 settimane ogni tipo di sessione viene svolto 3 volte. L’eliminazione dello stacco rende lo schema più fruibile: uno schema del genere “non fa perdere forza” nello stacco dato che allena lo squat, una alzata che ha un notevole transfert nell’altra. Potete utilizzarlo come periodo di specializzazione o, semplicemente, siete dei powerlifter? Se la risposta è “no” questo è il modo migliore per provare un Westside.
Questo tipo di schema può adattarsi bene alle esigenze di preparazione atletica di molti sport dove non è di fatto necessario allenare lo squat o lo stacco ma la catena cinetica posteriore e un solo esercizio impegnativo a seduta può essere la soluzione ottimale. Chiaramente è possibile sostituire lo squat con lo stacco o, se volete, con la quadra bar. Considerate che ogni “modulo” impegna per circa 30’, perciò questo schema è sicuramente fattibile.

Gli schemi sopra riportati sono idee per strutture Westside con due sedute “lunghe” e una “corta”: in questo caso ho introdotto una sessione DE di stacco dà allo schema un po’ di sapore di powerlifting. Nel caso invece che abbiate a disposizione solo due sedute perché il tempo è scarso oppure la terza volete divertirvi con altri allenamenti più da culturista, gli schemi successivi sono altre idee funzionanti.
Non dovete farvi fregare da ciò che leggete sulla distanza ottimale fra gli stimoli, sul fatto che il sistema nervoso deve adattarsi a allenamenti massimali e dinamici insieme e perciò si “disottimizza”: è possibile mettere in sequenza anche sedute ME e DE dello stesso esercizio, siete molto più resistenti di quanto pensiate ed è semplicemente una questione di gradualità.

Bravo Paolo ! Ottimo articolo. Devo dire che si sentiva la necessità di questa spiegazione.
Ciao Paolo, arrivano le domande
intanto ti chiedo subito se la seduta DE (lo so che hai gia’ scritto un altro articolo a riguardo, ma a me queste sedute DE proprio non piacciono).
la seduta DE va fatta al 60% dici di aumentare di un 5% e una serie per atleti principianti o intermedi, il tutto per migliorare l’esplosivita’, o la dinamicita’ delle alzate. un 10×3x 65-70% e’ gia’ molto piu’ interessante di un 10×2x60% che per me e’ sottoallenante, pero’ alla fine ci si concentra anche su queste benedette percentuali. non credi che una seduta di tipo RM (repetition max) dove si va a cercare un nuovo record a ogni seduta a carico costante sia migliore di una seduta DE? (lo so mi stanno proprio sulle palle le DE, mi ricordano i livornesi :D)
(seconda domanda)
poi, una volta scelti gli esercizi da ruotare, a volte mi sono trovato a fare sedute con pocho volume, o almeno avevo la sensazione di cui parlavi prima, cioe’ di non aver fatto abbastanza. se paragono il volume del WS allo smolov (quello per la panca che mi ha regalato un sacco di kg) mi accorgo che il volume di questultimo e’ molto piu’ alto sull’alzata. magari bisognerebbe stabilire un numero di serie totali (fondamentali e complementari) da eseguire anche per il WS? per i coniugati esistono le tabelle di pilephrin (non ricordo se si scrive cosi’) ma ho sentito pareri discordanti. secondo me nella panca quello che funziona davvero e’ il volume, che deve essere alto, altrimenti e’ sottoallenante.
e poi l’ultima domanda,
nello stacco e nello squat come si fa allora? si riappoggia il bilanciere ogni volta?
nelle alzate concentriche si esegue l’esercizio alla rovescia in pratica, io ho provato solo il floor press, ma ad ogni serie mi dovevo fermare per non sfruttare il rimbalzino
grazie dell’articolo!
a presto.
Grande Paolo,chiarissimo!!!! Ottima spiegazione.
Rispondo alle domande di Uber per quella che è la mia esperienza.
Se tu provi un 10-12×2 di squat e stacco o un 9×3 di panca con gli elastici ti accorgerai che è molto impegnativo. Se togli gli elastici puoi far salire il volume e il carico.
La seduta DE è ciò che dà volume al programma, altrimenti la sola ME, anche in questa versione, è troppo scarsa. Il DE serve per l’esplosività MA ANCHE per il volume.
A te probabilmente queste sedute non piacciono perchè non hai mai provato gli elastici, perchè sono convinto che cambieresti idea.
Il RE non mi piace perchè alla fine diventa una semplice frenesia, e poi non è che puoi aumentare di volta in volta, nè è possibile eseguire tutti gli esercizi in RE. Se guardi il DeFranco Training è prevista una seduta RE per la parte superiore e non per quella inferiore.
TU hai 110 di panca raw, perciò con 65Kg-70Kg ti ci fai le seghe (eh eh eh) ma se ci piazzi 20-25Kg di trazione l’allenamento è del tutto differente, perchè puoi chiudere un 9×3x95Kg.
Ci sono molti modi per alzare il volume, a parte l’uso dei complementari. Due su tutti:
1) nella seduta DE ogni due allenamenti inserisci delle singole con più peso. Se fai panca con gli elastici inserisci una singola ogni 3 alzate da 3 o un 3×1 alla fine ad esempio
2) nella seduta ME dopo l’esercizio massimale inserisci l’esercizio base in alzate tipo 2×2 o 3×1.
Devi sentirti libero di sperimentare, questo è il concetto.
Per gli esercizi concentrici, nello squat e nella panca parti con il bilanciere appoggiato sui fermi di sicurezza (anche il GM eventualmente), mentre nello stacco non esiste la versione concentrica perchè… è già concentrico ah ah ah
Ciao
Paolo
in effetti devo dire che gli elastici li ho comprati e basta
sperimentero’ sperimentero’ :77:
per adesso di panca sto facendo un simil heavy metal che e’ simile al WS per certe cose, provero’ ad inserire delle sedute dinamiche con gli elastici e poi ti faccio sapere.
ps: 115 con fermo adesso eh
Ciao Paolo, quando giocavo a Parma, in giovanile capitava di allenarsi in palestra con la prima squadra (Rugby, campionato Super 10). ebbene lor gia 5 anni fa dividevano il lavoro in palestra in due giorni, il primo dedicato a lavori di forza semi-massimale e il secondo alla trasformazione dinamica con esercizi come girate, squat jump, step up sulla panca, etc… questo perchè la stagione del rugby dura 8 mesi in cui non è possibile alternare fasi di forza, ipertrofia e potenza, ma si pensa piuttosto a mantenere buoni livelli di forza e a sviluppare dinamicità e esplosività.
queste considerazioni nascono dall domanda che ti vorrei fare e se cioè, si possibile usare un approccio Westside simile con eesercizi semplici che non includano gli elastici, che nel mondo della preparazione fisica italiana (e nella mia palestra) sono pressochè sconosciuti. girovagando un pò ho trovato un sito che propone l’allenamenti di De Franco in questa versione.
ti allego il link.
http://www.rawtraining.eu/it/metodi-e-programmazione/westside-for-skinny-bastards
mi piacerebbe sapere che ne pensi, dato che per chi fa sport scegliere l’allenamento coi pesi giusto non è mai una scelta semplice.
ciao!
Ciao Marcello, il WS4SB è ciò che ha ispirato questa mia idea, e trovi la mia opinione, positiva, nella prima parte di questo articolo.
Sicuramente per un rugbysta l’idea di DeFranco si applica bene, specialmente se può inventarsi un po’ degli esercizi che lui propone.
Perciò, per me è ok!
Ciao
Paolo