Il ciclo russo 2.0
Devo dire che in tutto questo tempo non sono stato il solo e sui forum o per e-mail leggo di persone che si vogliono cimentare nel “ciclo russo”. Ho pensato pertanto ad una rivisitazione del pezzo, anche alla luce delle esperienze di cui sono venuto a conoscenza.
I motivi sono molteplici:
- Non ci sono cose assurde per chi è agli inizi, box, elastici, esercizi strani, onde di carico o complicatissimi usi del buffer. Semplicemente, panca per migliorare nella panca, squat per migliorare nello squat, stacco per migliorare nello stacco. Affascinante, direi.
- Lo schema è “lungo” ma anche “corto”: otto settimane sono per molti la prima vera sperimentazione di una scheda strutturata, la prima volta in cui viene usato un fogliaccio con scritto cosa c’è da fare per un periodo di tempo ben superiore alla settimana. Allo stesso tempo la durata non è biblica da risultare scoraggiante, perciò una spesa di tempo notevole ma anche “ragionevole”, un impegno vero ma non impossibile.
- I numeri presenti sono confortanti: 6×6, 5×5, percentuali “da scheda di forza” ma schemi non troppo distanti dal proprio vissuto in palestra dove un 3×6 è abbastanza comune. La scheda è cioè una ottima transizione verso i lavori fatica cumulativa e se inizia con un 6×3 non si discosta moltissimo da quanto fatto nei classici schemi di forza da palestra.
La tabella si applica ai tre grandi esercizi: squat, panca, stacco. E’ composta da due schemi che si sovrappongono, quello di base valido per tutti e quello di assistenza per squat e panca. Nella prima versione avevo cassato il secondo, ma preferisco riproporlo per completezza.
Il grafico descrive l’andamento dei carichi e dei volumi in termini di ripetizioni totali per seduta nel caso dello schema base: siamo di fronte ad uno straclassico schema accumulo-intensificazione:
- Le prime 4 settimane sono a carico costante e volume crescente linearmente, in modo da condizionare il vostro corpo all’uso di un carico “impegnativo” fin da subito.
- Le seconde 4 settimane sono a carico crescente linearmente e a volume decrescente non linearmente ma quadraticamente (senza farla tanto lunga, le ripetizioni sono 25, 16, 9, 4 e 1)
Se vi ricordate un po’ i numerelli di Prileprin, che qui sono d’obbligo dato che la scheda è “russa”, è subito lampante che questa scheda non segue di sicuro quella statistica.
Nella tabella il confronto fra lo schema russo e uno alternativo che rispecchia più i principi dei vari allenamenti a buffer, decrementando il volume di lavoro in maniera più “dolce”: senza troppi grafici, la versione alternativa è meno attraente perché percepita più farraginosa, complicata, astrusa dell’altra che è semplice e pulita.
Nella tabella sono a confronto le prime quattro settimane di accumulo del “russo” con altri due schemi alternativi.
- Notate come il “russo” esponga fin da subito l’atleta al carico finale mentre l’alternativa A solo nell’ultimo allenamento: questo significa che la confidenza con il carico è sicuramente superiore nel “russo” che nell’altro schema, un aspetto fondamentale nelle settimane di intensificazione.
- Anche l’alternativa B prevede fin da subito l’esposizione al carico finale, ma con incrementi settimanali di serie e non di ripetizioni per serie: lo schema russo è sicuramente più semplice come impegno nelle prime settimane rispetto all’altro che inizia subito con il massimo numero di ripetizioni per ogni serie.
Per determinare il carico di riferimento “80%” ottimale avete due strade:
- Dedicarvi ad uno o più cicli di forza brevi in cui vi testate per ottenere informazioni su come reagite a questo tipo di allenamento: un classico 5×4, 6×3, 8×2 su tre settimane vi fornisce dati preziosi più di una serie di test massimali e in più vi allenerete senza la percezione di aver sprecato tempo per poche alzate. Consiglio caldamente questa strada se non avete mai fatto un massimale negli esercizi dello schema.
- Riscrivete lo schema da capo sostituendo le percentuali con i vostri carichi in tutti gli esercizi che svolgerete. Guardate ciò che avete ottenuto, fate un po’ di mumble mumble, siate umili e realistici. Osservate il 6×6: dovete essere in grado di terminarlo: per esperienza, il ciclo ha alte probabilità di fallire se il 6×6 non viene chiuso completamente. Perciò se non siete sicuri decrementate i carichi fino a determinare un valore di carico per il 6×6 che “sentite” sfidante ma fattibile.
Nello schema originario panca e squat hanno in aggiunta una ulteriore seduta fissa in 6×2x80%: queste sedute hanno un duplice scopo:
- Condizionare ancora di più il vostro corpo all’uso del carico “difficile”, insegnandovi la tecnica: il volume per seduta è estremamente ridotto dato l’uso delle serie a due ripetizioni e questo consente di concentrarsi esclusivamente sull’esecuzione, focalizzandosi sulla velocità.
- Mantenere il volume totale di allenamento a dei buoni livelli durante la fase di trasformazione dove questo si decrementa drasticamente al crescere del carico.
L’idea è questa:
- Al massimo due esercizi complementari
- Il primo esercizio è una specie di piramidale del tipo 2×6 – 2×8 con carico a scalare. Potete mantenerlo costante nei due gruppi di serie oppure potete raggiungere il cedimento concentrico in ogni serie scalando di conseguenza il peso. In pratica il 2×6 – 2×8 diventa 1×6 – 1×6 – 1×8 – 1×8.
- Il secondo esercizio è uno schema del tipo 2×10 anch’esso a carico costante o scalato, nel qual caso il 2×10 si trasforma in un 1×10 – 1×10. I carichi sono inferiori a quelli dello schema precedente dato che le ripetizioni sono maggiori.
Scopo “culturistico” dei complementari è esaurire completamente l’area muscolare bersaglio:
- L’esercizio di base crea uno stress neurale e affatica le fibre a più alta soglia di attivazione, il buffer pone enfasi sul metabolismo anaerobico alattacido e sulla resintesi del creatinfosfato. C’è produzione di lattato ma è un evento accidentale e minimo con schemi di questo tipo
- Il primo complementare con ripetizioni e carichi medi, serie a buffer ridotto o proprio a cedimento aumenta notevolmente l’acidosi muscolare e la fatica prettamente metabolica. In queste serie dovete “sentire” il classico “calore” nei muscoli, i movimenti pieni e controllati, impegnativi ma non stressanti per il carico.
- Il secondo complementare conclude l’esaurimento muscolare con un numero ancora più elevato di ripetizioni ma a serie ridotte: incrementare ulteriormente le serie porrebbe troppo stress e “voglia di finirla qua”. Arrivati a questo punto sarete sicuramente ben cucinati e pronti per impegnare la testa in un altro esercizio.
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Indico solo gli esercizi che mi interessano, lasciando “a piacere” tutte le integrazioni del momento. Solitamente queste riguardano esercizi con manubri in stripping se sono in palestra o a carico fisso, molte serie e poco recupero se sono a casa: non indico mai il pompaggio culturistico che, pur piacendomi, di sicuro non programmo! Ho scelto lo schema senza 6×2x80%, ma è un semplice arbitrio.
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La struttura delle sedute è “come piace a me”: il lunedì la seduta “dura”, più lunga e mentalmente impegnativa inserendo esercizi “pesi”, il venerdì la seduta “media” con lo stacco, il mercoledì quella “facile” con la panca e poco più. In quest’ultima seduta inserirò tutti gli esercizietti sega che mi diverte fare al momento, perciò alla fine ogni seduta ha la stessa durata, ma il tempo “importante” è ripartito come descritto.
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Una scheda del genere colpisce tutti i distretti muscolari almeno due volte a settimana, ma con angolazioni sempre diverse, è essenziale ma c’è tutto dentro: spalle, petto, schiena, braccia, gambe. Se poi vogliamo sottilizzarci sull’assenza di esercizi per il serratus o il tibiale anteriore, sicuramente in questi aspetti è carente.
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Per quanto possa sembrare scarna, la scheda è molto impegnativa ma comunque fattibile al massimo in una classica oretta a seduta: frequenza e durata delle sedute sono ragionevoli.
Come vedete, non occorre creare astrusità per ottenere allenamenti impegnativi.
Squeezed Russian Cycle
E’ possibile comprimere a due le sedute allenanti, ripartendo gli esercizi dello schema base come in tabella: queste due configurazioni sono state usate da diverse persone con buoni risultati. Una seduta è sicuramente più lunga dell’altra ma è sicuramente fattibile riorganizzando gli esercizi complementari.
Per quanto lungo, il pezzo è un collage di e-mail che scorrono bene alla lettura. Spero che apprezzerete, perché le considerazioni di Pippi sono molto precise ed analitiche e non posso che ringraziarlo per essersi prestato a documentare ciò che ha fatto.
Da: Pippi
Da: Pippi
Da: Pippi
Da: Pippi
Fatto il giro 3×3 anche con stacco e squat ti farò un punto "qualitativo" della situazione. Un saluto! Pippi
Ora resta solo da sforzarmi al meglio per centrare i chili di ghisa da alzare…Grazie ancora per la voglia di leggermi,un saluto! Pippi
Ecco, l’hai fatto. Nulla di trascendentale, alla fine. Ok, alla prossima! Ciao, Paolo

Ci sono differenze tra il Buffer in un Blocco di Accumulazione x la Forza ed in quello successivo di Intesificazione?
A livello di concetto, nessuna. Se vuoi, il buffer in una fase di intensificazione è un po’ meno rispetto a quello dell’accumulo:
1) per concludere un 6×6 devi avere un buon margine nelle prime serie. Il recupero è importante ma se non vuoi che diventi 10′ devi avere margine.
2) per concludere un 10×1 puoi avere un margine più ridotto, giocando sul recupero.
L’importante, però, è aver chiaro che questa distinzione è una conseguenza di ciò che fai, non è una “regola” da seguire per impostare il lavoro. Mi spiego meglio: tu devi chiudere gli schemi, per forza di cose farai così, ma con sfumature diverse dipendenti da chi sei, come stai, come giochi le variabili. Di conseguenza, otterrai un buffer con differenze nei due casi. Quanto diverso? Boh… non è rilevante.
Se invece parti con l’idea che ci sia, anzi ci debba essere una ben precisa differenza, imposterai il lavoro “al contrario”, bloccando dei parametri che invece devono essere liberi. E questo è un errore perchè ti auto-limiti.
Ciao Paolo,
scusami se ti disturbo ma ho un problemino..
Purtroppo ho fallito il 4 x 4 col 90% del massimale
nonostante siano andati sia il 6 x 6 che il 5 x 5 (ho segato un buon 3% del massimale originale).
Lo schema che ho impiegato è quello “originale” col richiamo sia di panca che di squat, e fin adesso è stato eccellente.
Mi dai un parere su cosa posso fare per non mandare a quel paese 2 mesi di lavoro?
Tolgo altro kilaggio (io pensavo a un 2,5kg in meno sul 95%) o faccio il 3 x 3 con lo stesso peso con cui ho fallito il 4 x 4?
Ti ringrazio per la risposta
e a presto.
Ciao Luci,
E’ veramente una gran rottura quando succedono queste cose e mi spiace che ti girino the balls, perchè di fatto sono convinto che è così.
E’ il problema di questo schema!
Per prima cosa, di quanto lo hai fallito il 4×4? E’ toppato di brutto se fai sulle 10-11 ripetizioni, sulle 14 è già un altro conto. Per come la vedo io, dovresti passare al 3×3 con lo stesso peso del 4×4 e considerare quello il 95%, ricalcolare il peso del 2×2 e poi in sede di test provare a vedere cosa succede.
Lo hai fallito in tutti e 3 gli esercizi o solo in uno?
Mi girano le palle a me a sentire queste cose…
Paolo grazie per la solidarietà,
effettivamente girano, sopratutto perché, francamente, dopo il 6×6 e il 5×5, non vedevo particolari problemi nel 4×4 (forse l’ho preso sotto gamba?).
Mi è stato pure suggerito di ripetere (abbassando il carico ovviamente) questa settimana. Che ne pensi di questa possibilità?
In ogni caso per ora completo il russo, anche perchè dal punto di vista stacco e squat non posso proprio lamentarmi, e poi cercerò di buttare giù uno schemino con un attimo di priorità per la dannata panca, dato che è la mia croce..
Scusa, mi sono dimenticato di risponderti,
ho fallito la 4° ripetizione della 3° e della 4° serie…
Uff..
By By
Ciao Luci: l’idea di ripetere abbassando il carico è buona, anche perchè non è che hai toppato di brutto. La scelta è perciò essenzialmente psicologica.
Preferisci ripetere il 4×4 con meno peso o passare al 3×3 con il peso del 4×4? E’ sottile, ma questi aspetti non vanno sottovalutati.
A me romperebbe molto le palle rifare il 4×4 con meno peso, perchè mi sembrerebbe di regredire, mentre invece passare al 3×3 con il peso del 4×4 sarebbe come dire: “ok, è stato un errore di percorso, non avrei dovuto fare il 4×4 ma il 3×3, perciò non sono tornato indietro ma mi sono solo fermato un attimo”.
Il messaggio che cerco di comunicare è che le due soluzioni sono entrambe plausibili, perciò la scelta non è univoca ma si gioca su molti piani. L’importante è che tu non perda la motivazione, perciò scegli quella che te la fa mantenere di più.
So che sei un ragazzo intelligente e non è che ti “deprimi” perchè è solo allenamento, ma allo stesso tempo capisco che rompe proprio le palle dedicare energie, per quanto i cose marginali, e poi non ricavare ciò che desideri. Ma… tutta questa è esperienza, non è qualcosa di negativo e si somma al tuo bagaglio di ore di allenamento.
Ciao Paolo mi sono appena iscritto e ho imparato a seguirti da un altro forum..devo farti sicuramente tanti complimenti ma ho anche una domanda magari un po demenziale ma che non riesco a capire..
Mi apprestero’ entro 2 settimane a iniziare il ciclo russo 2.0 ma non capisco pur leggendo e rileggendo se nei lunedi’ dove sono segnati 2 big vanno eseguiti entrambi oppure uno solo..
Intanto ti ringrazio..
Raf