Dangerous Convention - Fiuuuuu… è andata!
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Un pubblico di 17 persone provenienti da Siena, Livorno, Modena, Ravenna, Pisa, Firenze e da altre città: persone che si sono mosse per venite ad ascoltare ME! Un risultato per me eccezionale, un onore, senza retorica!
Il tutto in un clima molto cordiale e rilassato, anche se avere di fronte un plotone di persone, essere in cattedra, un po’… mette soggezione eh…

Del resto, dalle 15 alle 18 ho illustrato il materiale che avevo già reso disponibile, perciò non so se per voi è stato utile oppure no
Di seguito i link al materiale dell’incontro:
Non solo, riuscire a capire “de visu”, tramite il dialogo diretto, quali siano i punti critici delle mie idee è stata sicuramente una esperienza fondamentale.

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Integro perciò la presentazione con le considerazioni aggiuntive che derivano dalla riflessione sulle domande che avete fatto.
Due limiti:
- Un allenatore ha a disposizione un campione umano vasto ed eterogeneo dove provare, in base alle individualità, soluzioni diverse: una mole di dati enorme rispetto ad un singolo che testa su se stesso le varie teorie. Il processo di apprendimento non può che essere molto più lento. Il limite di un allenatore è solo la sua bravura e la sua voglia di imparare, il limite di un allenatore di se stesso è anche il numero di “prove” che può svolgere nel tempo.
- Per un allenatore di se stesso è facile concentrarsi sempre sugli stessi aspetti dell’allenamento, quelli con cui ha più feeling o quelli che hanno portato i risultati migliori. Ognuno di noi ha attitudini ed interessi (io ad esempio non ho mai fatto un ciclo di ipertrofia in stretto senso culturistico). Questo è assolutamente comprensibile, ma può precludere allo studio teorico e pratico di aspetti dell’allenamento con cui il feeling o l’interesse sono minori.
La “prova sul campo” è quella che crea l’”esperienza”! Un (bravo) allenatore con molti atleti effettuerà molte “sintonie” in parallelo, noi siamo costretti a provarle in serie sull’unica cavia a disposizione: siamo limitati nell’esperienza, ma questo va accettato.

In sintesi, “accumulare volume” significa “riuscire a essere bravi in molte ripetizioni con un carico mediamente impegnativo”: non si tratta solamente di riuscire ad avere una tecnica perfetta in una serie, ma di mantenere questa tecnica anche in condizioni di stanchezza:
- Poiché siamo interessati allo sviluppo della forza massimale, il metabolismo energetico utilizzato è quello anaerobico alattacido data la durata limitata della prestazione richiesta.
- Vengono pertanto utilizzate serie di poche ripetizioni proprio per utilizzare questo metabolismo, evitando la produzione di acido lattico, l’uso del buffer aumenta la “freschezza” in ogni serie. Segue che per ottenere un corretto volume sono necessarie “molte” serie, che hanno come effetto il mettere sotto stress la capacità di resintesi e stoccaggio del creatinfosfato, l’inevitabile acido lattico creato verso la fine dell’allenamento costituisce un ulteriore elemento di difficoltà.
- In queste condizioni il mantenimento della tecnica nelle ripetizioni di ogni serie implica un uso massiccio delle capacità neurali, con conseguente adattamento e miglioramento: visti i carichi utilizzati l’attività elettrica del Sistema Nervoso si incrementa.
Per quantificare, si avvantaggia fin da subito di questi schemi un atleta con circa questi massimali:
- Squat: 1,8BW
- Panca: 1,3BW
- Stacco: 2,2BW
Esempio: l’atleta ha un massimale su tre ripetizioni pari a 80Kg, stabilisce un totale di 20 ripetizioni di squat, indipendentemente dalle serie. Un ipotetico allenamento potrebbe essere:
- 2×60Kg – 2×65Kg - 2×70Kg, ogni serie viene ripresa e rivista, subito.
- 1×75Kg, incertezza e poco affondo, viene scaricato il peso
- 2×65Kg, ok, buona serie rivista nella clip
- 2×65Kg – 2×65Kg, senza riprendersi per non perdere tempo
- 1×70Kg – 1×70Kg, molto più sicuro
- 3×65 – 3×65, sentendomi sicuro “oso” su tre ripetizioni, arrivando a 21 ripetizioni.
Comprendo benissimo che un approccio del genere possa sembrare deludente, del resto il successo di certi schemi di allenamento rigidamente codificati deriva proprio dalla sicurezza che le schede preconfezionate restituiscono a chi le esegue, però io, come tutti gli “autori”, ho le mie idee: comprendo le difficoltà iniziali, ma penso che forzare la più perfetta macchina adattativa dell’Universo a fare quello che vogliamo noi sia un compito complicato, non semplificabile sotto un certo livello. E’ necessaria una gavetta, comprensiva di errori e prove che vanno male.
In aggiunta al materiale della presentazione posso dire che risulta fondamentale avere la sensazione di non stare sprecando il proprio tempo: rifacedomi all’esempio precedente, ecco un’idea per chi per la prima volta si avvicina a questi schemi.
- Scegliete uno schema che vi piace, di durata non elevata. Un 5×4, 6×3, 8×2 su tre settimane può essere un buon candidato. Provatelo su UN SOLO ESERCIZIO.
- Svolgete un allenamento preventivo di test, quello descritto in precedenza può andare bene. Avete a disposizione informazioni sufficienti per desumere che 5×4x60Kg sia un buon inizio.
- Eseguite il 5×4x60Kg, nel caso fosse troppo “facile”, aggiungete serie. Se ad esempio riuscite in un 7×4x60Kg, la volta successiva provate un 5×4x62,5Kg. Avete ottenuto due risultati: il primo è che non avete sprecato un allenamento dato che il 7×4 dà la sensazione di “aver lavorato”, il secondo è che avete già informazioni per l’allenamento successivo. L’idea è di partire magari con un carico sottodimensionato e nel caso incrementare il volume, svolgendo tanti allenamenti a carico sempre maggiore fino a che non viene centrato il 5×4 “corretto”.
- Passate al 6×3 che approssimativamente potrete svolgere, nelle ipotesi suddette, con 5Kg in più rispetto al carico del 5×4, ipotizziamo 6×3x65Kg. Anche in questo caso, se l’allenamento fosse “facile”, aggiungete serie e continuate ad allenarvi con lo schema x3 fino a che “non viene il 6×3 giusto”.
- L’8×2 segue la filosofia precedente, con 5Kg in più.
Così facendo il successivo schema beneficierà delle informazioni ottenute dal presente, permettendo un settaggio dei carichi corretto fin da subito. Non è importante beccare da subito i carichi corretti e se l’allenamento è un processo di apprendimento, così facendo state sicuramente imparando qualcosa di utile!

Un altro aspetto critico del “farsi una esperienza”, che le prime volte crea sicuramente delle difficoltà, è riuscire ad associare il “giusto carico” alle percentuali di un programma di allenamento: comprendo che la scala di merito che propongo necessiti di interiorizzazione e che le percentuali siano una guida utile le prime volte che viene usato uno schema.
La volta successiva in cui ripeterete lo schema avete a disposizione due possibilità:
- Ipotizzare un massimale finale di 100Kg a cui segue un 8×2x85Kg
- Aggiungere ad ogni allenamento +5Kg rispetto ai carichi che avete utilizzato (e che adesso conoscete), nuovamente eseguendo 8×2x85Kg
Nel secondo caso non utilizzate le percentuali perché, semplicemente, non ne avete bisogno: quale può essere un incremento plausibile per la ripetizione dello schema? Sicuramente, al massimo 5Kg, dài! Non ci vuole tanta Scienza per capirlo, una volta che avete a disposizione i dati “giusti”, ma per avere i dati “giusti” dovete avere l’esperienza per comprendere come rispondete all’allenamento stesso.

“Come vengono scelti i recuperi in uno schema di allenamento?” Devo dire che la letteratura sulla scelta dei recuperi non è molto approfondita, se non con indicazioni del tipo “per la forza recuperi elevati”. Il problema è che queste indicazioni o si basano sul raggiungere il cedimento concentrico in ogni serie, oppure derivano da schemi di allenamento in cui il tempo delle sessioni non è mai critico, essendo a piacere.
Portare il recupero a 2’ sarebbe indice di un sicuro miglioramento, ma questo implicherebbe dedicare sedute di allenamento a questa “impresa”, mantenendo di fatto lo stesso carico. Sarebbe invece più performante dedicare le stesse sedute ad eseguire un 8×3 con recupero 3’-4’, come il vecchio schema, ma a carico superiore.

E’ importante sottolineare che la Teoria della Supercompensazione non preclude la possibilità di miglioramento del tempo di recupero fra seduta e seduta: questo aspetto è fondamentale, perché permette di aumentare la capacità di lavoro. Ciò non significa allenarsi a frequenze elevatissime, ma forzare il nostro corpo a raggiungere picchi prestativi programmati quando noi vogliamo.
Come soluzione pratica, è necessario dedicare un periodo di training all’incremento della frequenza di allenamento in maniera molto graduale. Ipotizzando una scheda del tipo ABC un’idea potrebbe essere:
- A-B-C con almeno un giorno di recupero fra le sessioni
- AB-C le sessioni A e B vengono eseguite consecutivamente
- ABC le sessioni vengono tutte eseguite consecutivamente
- A-B-A almeno un giorno di recupero ma viene ripetuta due volte la scheda A
- AB-A le sessioni A e B vengono eseguite consecutivamente
- A-A-B viene invertito l’ordine per avere due schede A in sequenza
- AA-B le due sessioni A vengono eseguite consecutivamente

Progressioni su Mesocicli di 3-7 settimane(e’ soggettivo) di forza(Panca,Squat e Stacco):variare solo il Buffer e’ efficace o…..varieresti pure numero set e/o rip e/o….?
Bellissima Esperienza. L’ambiente era sicuramente molto amichevole, e i partecipanti mi hanno dato l’idea di essere tutti degli sportivi veri, ossia gente interessata allo “Sport dei pesi”, e non i soliti frustrati che nutrono interesse per i pesi solo perche in qualche modo hanno il potere di renderli piu grossi.
Gli argomenti tutti molto interessanti.
Mi sono molto divertito e contrariamente a quanto dice Paolo ho trovato tutto molto chiaro.
Spero che la cosa si ripeta, e in caso io mi prenoto da subito!
Alla prossima ragazzi. Grazie Paolo
Scrivete di cio’ che avete imparato..grazie
Week 1: BP, DL = max rietizioni // SQ, MP x5
Week 2: SQ, MP = max rip.// BP, DL x 3
Week 3: BP, DL = max ripetizioni// SQ, MP all out if I feel okay
Week 4:SCarico
…che ne dite?
Ovviamente sono l’unico deficiente che non c’è nella foto…
Veramente un bel pomeriggio, Paolo! Grazie! Vedi di organizzarne un altra al più presto, magari approfondendo gli aspetti più tecnici (tipo periodizzazione in vista di una gara: cicli di accumulo e intensificazione in ottica competitiva, oppure una bella demo sugli esercizi, usando come cavie Enrico e Silvio!
PS: Trainer, ma non ti spengi mai??? scusate se è una cosa già chiarita, ma volevo dirlo da un po’!
..è per rendere VIVO l’Ambiente!!! :-)))
Ho conosciuto Trainer in un altro forum e gli ho consigliato io questo sito per cui sapete adesso con chi prendervela, hi,hi,hi.
No trainer, cazzarola, sei come una piattola che ti si attacca e non molla l’osso, si fa per dire eh, ma tu “uccidi” le persone così, hi,hi,hi.
Domandi, domandi, ma poi applichi qualcosa almeno? su te stesso o su altri.
Vietato chiedere consigli se poi non si applicano.
No aplico…applico ahhahahaha
Dimitry, dopo aver guadagnato molti punti con i commenti sulla lettera di Tozzi (diario di Marcoevfurn su AOS) ora ne perdi diversi!!! Tra l’altro..Trainer..ma sei Paolo su AOS? avete lo stesso stile!
Se sperimento tutto quello che chiedi, hai praticamente la nazionale russa da allenare!
Volevo dire “sperimenti”
ne perdo?
lui ha 19 anni…. hai voglia a sperimentare
Scherzavo sul fatto dei punti, eh!
Se non mi ricordo male, tu avevi esordito a Taneto, giusto? pensi di fare anche il Bertoletti?
No troppi casini sto periodo.
Per il PL devo vedere, se mi regge ancora il fisico, se c’è ancora qualcosa da grattare in fondo al barile, insomma ah,ah,ah.
Il fatto è che se pur è uno sport “longevo”, la componente esposività con gli anni si perde lo stesso, si può fare ancora molto sicuramente, ma il SNC non lo riporti sicuramente indietro..quando è ossidato è ossidato (le guaine e le membrane sono le più ricche di insaturi…) e non si ripara.
Grazie ragazzi, a tutti!
La prossima… ci sarà, non so quando ma ci sarà. E mi piacerebbe proprio una bella demo degli esercizi, con rack, panca e bilancieri, magari un po’ di guest stars.
Vediamo, dai… sicuramente minimo fra 6 mesi, però l’idea c’è, stay tuned e grazie a voi!
Paolo ti ho mandato la mail, dai, fammi avere questo certificato che me incornicio
Ciao Fabio, ti avevo inviato il diplomino subito dopo la prima mail, te l’ho reinoltrato adesso!
Fammi sapere!
Marò che palle la posta elettronica di virgilio!!!