Somatotipo da professionista
Uno dei problemi per cui questa roba è ostica è l’uso di parametri che non sono patrimonio della nostra “cultura”: per definire “grosso”, “secco”, “asciutto muscoloso” non credo vi siate mai misurati il diametro del femore o lo spessore della plica sottoscapolare, ma piuttosto la circonferenza del polso e della caviglia. Altri parametri usati in palestra sono la percentuale di grasso, %BF, e l’HP, il peso corporeo a cui viene sottratta l’altezza in centimetri meno 100.
Il grafico è una classificazione per HP degli atleti partecipanti al MOGAP, Montreal Olympic Games Anthropometric Project: il palestrato si trova subito a suo agio con questi numerelli (non fate gli ottusi, guardate prima di dire che è complicato…), dato che l’HP è un metro di confronto proprio della cultura del bodybuilding.
Se risulta “ovvio” che i weightlifters siano quelli ad HP più elevato dato che sono grandi e grossi, i centometristi sono sorprendentemente in fondo alla classifica, dopo ciclisti, nuotatori e ginnasti. Se anche voi siete rimasti sorpresi… è perché riuscite ad associare all’HP un particolare tipo di fisico. Forse questa associazione è sbagliata, ma comunque riuscite a farla perché l’HP è di uso quotidiano, a differenza del somatotipo.
Nel 1940 Sheldon, uno psichiatra americano, introdusse una classificazione degli esseri umani basata sull’assunzione che ogni persona possiede 3 componenti, derivanti direttamente dallo sviluppo dell’embrione. Le cellule embrionali, infatti, quando iniziano a differenziarsi si suddividono in 3 “strati”:
- L’endoderma, da cui derivano tutti gli organi interni, le viscere, il grasso viscerale. L’endoderma caratterizza la componente endomorfica (endomorfismo) dell’individuo, la sua attitudine ad acquisire o perdere grasso)
- Il mesoderma, da cui deriva l’apparato scheletrico e muscolare. Questo caratterizza la componente mesomorfica (mesomorfismo) dell’individuo, la sua attitudine ad acquisire o perdere muscolo).
- L’ectoderma da cui derivano la pelle, il sistema nervoso, i vasi. Questa caratterizza la componente ectomorfica (ectomorfismo) dell’individuo, cioè la sua “snellezza”.
L’ectomorfismo è legato al rapporto fra altezza e peso del soggetto in esame (vedere l’appendice al termine), ed è per questo che rappresenta la “snellezza” dell’individuo. Calcolo il coefficiente di ectomorfia Ec in funzione dell’altezza e dell’HP, i parametri ben conosciuti in palestra.
Si possono notare alcune cosette interessanti:
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Un ectomorfo purissimo, Ec=7 è rarissimo, nemmeno dopo sei mesi di vacanza sulla tundra siberiana a mangiare solo licheni: per ottenere più di 5 è necessario essere HP-20. Ragazzi… HP-20, cioè essere 60Kg su 180 cm di altezza!
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Chi arriva ad HP-5 è sul confine fra essere moderatamente e poco ectomorfo, ad HP+0 si è veramente poco ectomorfi, da HP+10 in su l’ectomorfia è veramente a valori minimi.
Ma chi è HP-5? O un sedentario secco con un po’ di pancetta, oppure una persona con un fisico asciutto ma “atletico”: entrambi questi due soggetti pensano di essere sicuramente mooooolto ectomorfi, in realtà lo sono ben poco. Per essere molto ectomorfi si deve scendere ad HP-10 e oltre!
Questa è la distribuzione dell’ectomorfia per gli atleti del MOGAP: per gli uomini il picco è dato dai valori 2 e 3, per le donne 3 e 4, dato che le donne sono meno “secche” degli uomini. Pochi soggetti sono ad un valore di 5, nessun uomo a 6, nessun soggetto a 7. Ripetendo con l’altro dataset il risultato è sempre lo stesso: nessuno è ectomorfo da 5 in su.
Non fate affidamento sulla seguente tabella! E’ calcolata tramite una serie di passaggi così spericolati che nemmeno il comandante delle Frecce Tricolori oserebbe ripetere… però, a pedate, la sua base di plausibilità dovrebbe averla. Ma, ripeto, be careful!
Anche in questo caso si possono notare alcune cosette interessanti:
- Il 10% di %BW è in palestra considerata un risultato buono ma necessario da raggiungere: al 10% si vedono gli addominali: è necessario essere poco endomorfi.
- Al 12-13% di grasso l’endomorfia è medio-bassa, il palestrato non dovrebbe mai superare questo livello, pena il dover sudare per definirsi.
- L’endomorfia elevata inizia oltre il 22%: soggetti di questo tipo sono molto grassi o anche molto grossi, e il parametro da solo non qualifica il tipo di fisico.
Questa è la distribuzione dell’ectomorfia per gli atleti del MOGAP: più della metà degli uomini si attestano su valori compresi fra 2 e 3, una percentuale rilevante fra 3 e 4, pochissimi atleti sopra 4.Le donne sono più “grasse” degli uomini e i valori di riferimento sono spostati di una unità in avanti.
Il mesomorfismo dipende dalle misure ossee e muscolari, pertanto rappresenta il grado di “muscolarità”. Quello che dovrebbe essere il parametro più pregiato per il palestrato, la variabile della grossezza, il numero difficilissimo da far crescere… mi ha lasciato molto perplesso.
“Ma hai sbagliato, coglione… ti sei annodato in tutte quelle stime senza controllo!”. Però, guardate questo:
Questa è la distribuzione dell’ectomorfia per gli atleti del MOGAP: NESSUNO ha valori di mesomorfia fra 1 e 2, nemmeno le donne! Va bene che si tratta di atleti ma nel campione ci sono i ciclisti, i maratoneti, i saltatori in alto, gente esile!
Pertanto, ragazzi, è facile essere mesomorfi, perché, come sempre, è solo UNA caratteristica del corpo umano e siamo noi che le attribuiamo una spropositata importanza.
Sopra la distribuzione delle tre caratteristiche somatiche per il campione di atleti di Montreal. Cosa dicono questi grafici?
- Il grafico in alto è la distribuzione della mesomorfia rispetto all’ectomorfia, ogni pallino rappresenta l’incrocio fra il valore dell’ectomorfia, sull’asse X, e della mesomorfia, sull’asse Y: il fatto che i pallini si addensino su una specie di retta implica che esista una buona correlazione fra mesomorfia e ectomorfia. E’ molto probabile che un ectomorfo sia poco mesomorfo e viceversa. Del resto più si è alti e più si è ectomorfi, meno si è mesomorfi.
- Il grafico centrale è la distribuzione fra endomorfia ed ectomorfia: la correlazione è più scarsa perché la nuvola dei punti non si addensa in una retta, ma su una specie di rettangolo. Ciò significa che la correlazione fra queste due grandezze sia molto più scarsa del caso precedente: per ogni valore di ectomorfia esiste un intervallo ampio in cui l’endomorfia può variare. E’ cioè possibile essere ectomorfi e endomorfi contemporaneamente, ad esempio una persona alta, non secca, non grossa ma “liscia”, cioè con un bel po’ di grasso corporeo.
- Il grafico in basso è la distribuzione fra mesomorfia e endomorfia: la palla di punti indica che la correlazione sia praticamente nulla, il che significa che è possibile essere muscolarmente grossi indipendentemente dal grasso corporeo presente.
Avendo a disposizione i tre numerelli del somatotipo è possibile una rappresentazione su un diagramma. Tre numeri identificano una coordinata in uno spazio tridimensionale, come rappresentarli su un piano bidimensionale?
Con questa magica trasformazione è possibile trasformare una terna di numeri in una coppia di coordinate, da piazzare sul famoso grafico chiamato somatoplot.
I valori della terna (En,Me,Ec) vengono catalogati in 13 diversi somatotipi a seconda del posizionamento sul diagramma, come indicato nel grafico seguente:
Fichissimo, no? Prima o poi devo riciclare il diagramma per qualche mia idea, voglio passare alla Storia come l’inventore di qualcosa per cui serve il cazzo di grafico con il triangolo ciccione.
Risultati pratici
Per dare un’idea quantitativa di questi concetti nuovi, ho creato un piccolo tool che genera tutti i somatoplot che voglio a partire da una selezione dei dati MOGAP, senza usare il software scaduto, tiè. E’ chiara l’utilità della rappresentazione grafica:
- I sollevatori olimpici erano tutti, meno uno, dei mesomorfi endomorfici, cioè persone massicce, grande ossatura, grandi misure muscolari e molto grasso addosso. Un soggetto del campione è invece un mesomorfo ectomorfico dato che si trova a destra dell’asse verticale.
- I centometristi erano tutti mesomorfi ectomorfici, cioè persone muscolose con poco grasso addosso e un certo grado di “snellezza”.
- I ginnasti erano più mesomorfi dei velocisti, a causa della statura inferiore e di un HP maggiore, perciò una “snellezza” minore e una muscolarità maggiore.
- I nuotatori erano sempre mesomorfi ma sia endomorfici che ectomorfici, pertanto con più o meno grasso addosso, più o meno snelli come fisico.
La tabella seguente riporta i valori medi delle grandezze di interesse.
Il risultato “torna ma non troppo”, nel senso che ognuno di noi ha nella testa un prototipo di alteta per ogni specialità, e solitamente associamo il centometrista ad un atleta “grosso”, più di un nuotatore mentre non è così. Forse i dati del 1976 rappresentano profili di atleti superati, o forse no.
In questo altro, caso i pugili hanno lo stesso somatotipo dei centometristi e dei giocatori di pallavolo, così come molti ciclisti: il legame fra somatotipo e sport è ancora meno evidente. L’unica informazione che posso trarre da questi dati è: il mesomorfo ectomorfico è portato per molti sport, cioè uno muscoloso e asciutto può eccellere in attività diverse. Ma guarda, non lo sapevo…
Per avere un’idea dei somatotipi che possiamo trovare intorno a noi, ecco una bella rappresentazione:
La tabella successiva contiene i dati numerici, ricavati con la metodologia descritta nella seconda parte dell’articolo.
- Il Grasso, alto nella media, al 25% di grasso, polpaccio e bicipite molto scarsi in misure: quasi 22Kg di grasso lo pongono nella zona degli endomorfi. E’ HP+12 ma nessuno lo nota…
- Il Secco, 185cm su 68Kg di peso, HP-17!! Polso e caviglia sottili, braccino e polpaccino piccolini: è catalogato come ectomorfo mesomorfico ma il puntino è vicino all’asse dell’ectomorfia, perciò questo qua è bello secco. Notate però come non arrivi in fondo alla scala e non oso pensare chi potrebbe essere un purissimo ectomorfo!
- Il Grosso, HP+20, stesse altezza e percentuale di grasso corporeo del primo soggetto, ma con 6Kg in più di muscoli che fanno la differenza, polso, caviglia e misure muscolari notevoli, un mesomorfo endomorfico, ma non come i sollevatori olimpici precedenti dato che è troppo grasso rispetto a loro
- Il Culturista che fa le gare HP, lontano dalle gare perciò non tiratissimo, è all’8% di grasso corporeo per un HP+7, ossatura sottile, bel braccio, un bel mesomorfo quasi perfetto a 1-7-1
- Io, 175 centimetri di altezza, ossatura sottile, HP+5, 11% di grasso (mi voglio bene ah ah ah), braccio e polpaccio ai limiti della sufficienza per essere uno che fa palestra da una vita. Notate però dove mi piazzo: l’avreste mai detto?
- PRO, HP+23, cioè 98Kg di muscoli su 175 centimetri di altezza, scuoiato al 4% di grasso corporeo, 48 centimetri di braccio e un polpaccio non proprio all’altezza. Arrotondando i valori, è un 1-9-0, fuori scala alla grandissima!
Sicuramente il modello di calcolo è affetto da errori e correggendo gli errori i pallini si sposterebbero, però in blocco dato che gli errori sono identici su tutti!
L’altro motivo per cui il somatotipo non fornisce indicazioni interessanti per capire le nostre attitudini è dovuto al fatto che può variare.
Il somatoplot rappresenta la storia di una trasformazione impressionante ma più comune di quanto si pensi:
- Tizio è alto 175 centimetri al 25% di lardo, struttura ossea esile e muscoli molto scarsi, magari da piccolo era uno secco che poi ha iniziato ad ingozzarsi di merendine, bella pancia budinosa.
- Ad un certo punto della sua esistenza, improvvisamente vede il Signore che gli dice di dare una svolta alla sua vita e… si mette a “dieta”: smette di mangiare, nutrendosi di insalata ed aria compressa, la mattina un bel cappuccino. Passa a 73Kg, sciogliendo ben 11Kg di strutto, un risultato notevole, ma è sempre al 15% di grasso e addirittura le sue misure muscolari sono calate perché oltre che alla ciccia ha disgregato anche 3Kg di muscoli.
- Capisce, nel modo peggiore, che non mangiare sia una strategia troppo stupida e che deve invece mangiare di più ma correre per alzare il metabolismo, drenare liquidi bla bla bla. Poiché è uno con le palle, fa scendere il grasso al 9%, calando a 68Kg di peso, HP-7 cioè bello secco e con gli addominali in evidenza, il suo sogno segreto di quando era sferico.
- Come nelle barzellette con l’italiano, il francese e il tedesco, inizia a comportarsi da italiano furbo (la prima strategia era quella del tedesco, la seconda del francese e sappiamo che nelle barzellette non è che facciano bella figura) e va in palestra. Si porta ad HP-2, la ciccia passa a 8Kg invece che 6Kg ma crea anche 3Kg di tessuto muscolare aggiuntivo. E’ sì cresciuto “molto”, ma sempre in relazione alla sua condizione precedente: avendo il braccio di 35 centimetri non è che per la strada lo scambiano per Arnold!
I criteri di catalogazione necessitano di molta esperienza, sensibilità ai numeri e capacità di dominarli: poiché nessuno di noi ha mai effettuato, nemmeno su se stesso, misurazioni e considerazioni sul somatotipo, difficilmente avremo la possibilità di usare i termini “ectomorfo”, “mesomorfo”, “endomorfo” correttamente se non come sinonimi di “secco”, “grosso”, “grasso”.
La catena di implicazioni non è a priori falsa, ma deve essere dimostrato che sia vera! L’uso fuori controllo di concetti complessi vi induce invece a pensare che sia proprio vera a priori, creando schemi mentali che sono solo autolimitanti.
L’ectomorfismo dipende dall’altezza e dal peso di un soggetto, pertanto rappresenta il suo grado di “snellezza” o, se volete, di “secchezza”.
L’endomorfismo dipende dallo spessore delle pliche sottoscapolare, sopraspinale e del tricipite, e rappresenta il grado di “grassezza” di un individuo.
Sarebbe bello avere una formuletta che calcola le pliche a partire dalla percentuale di grasso, ma… non c’è… Allora mi sono arrangiato un po’ a pedate.
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Questa è la formula stima la percentuale di grasso corporeo a partire dalla plica iliaca P misurata in millimetri e dall’età E. Risolvendo l’equazione per P in funzione della percentuale di grasso e dell’età si ottiene
Ovviamente, la bontà di questa formula andrebbe tutta dimostrata ma da buon ingegnere ottuso, vado avanti.
Il mesomorfismo dipende dalle misure ossee e muscolari, pertanto rappresenta il grado di “muscolarità”.
Nella formula tutte le misure sono in centimetri:
- Do - Diametro dell’omero destro fra i condili omerali
- Df - Diametro del femore destro fra i condili femorali
- Cb – Circonferenza corretta del braccio destro: gomito a 90°, braccio contratto, misurare e sottrarre il valore in centimetri della plica del tricipite.
- Cp – Circonferenza corretta del polpaccio destro: soggetto a sedere, ginocchio a 90°, misurare e sottrarre il valore in centimetri della plica del polpaccio.
- H – Altezza
In questo caso la scomodità è l’uso dei diametri di ginocchio e femore, perché siamo abituati ad usare la circonferenza del polso e della caviglia: grazie ad un altro dataset di misure antropometriche di 247 soggetti maschi, ho avuto la possibilità di determinare una stima del diametro dell’omero dalla circonferenza del polso e del diametro del femore dalla circonferenza della caviglia.
I grafici descrivono le varie nuvole con le rette approssimanti tramite regressione lineare. A questo punto ho la possibilità di calcolare la mesomorfia con delle grandezze che mi piacciono.

fino alle formule per i più temerari ho seguito con molto interesse questo articolo. Bravo Paolo!