Impariamo qualcosa di difficile
Non è lo schema che ci fa migliorare, ma una serie di aspetti molto più fini che devono essere compresi: a quel punto lo schema è semplicemente un accessorio. Seguitemi, provo a scrivere qualcosa di intelleggibile.
Se nella vostra mente avete pensato una frase del genere, siete sotto l’influsso del F&G Effect (Fox And Grapes Effect™®© - l’uso anche verbale non autorizzato comporta una sanzione dall’ergastolo fino alla pena di morte per giro di chiglia),l’effetto della volpe e dell’uva.
Notate anche come se il peso è troppo elevato difficilmente si fermano più in alto: arrivano ai soliti 5cm e il bilanciere non si muove più, come accade in un massimale al petto. Hanno imparato uno schema motorio e ripetono sempre quello.
Questa è un modello estremamente semplificato dello squat:
- Gli input sensori sono costituiti dall’inclinazione della schiena registrata dalla sensazione di sbilanciamento data dalla posizione visiva dell’altezza in cui vi trovate, e dalla tensione sui femorali registrata dai fusi neuromuscolari e dagli organi del Golgi.
- Questi segnali vengono interpretati dal Sistema Nervoso Centrale per stabilire se rappresentino un potenziale periocolo oppure no, i manometri che “misurano”.
- Il programma motorio interpreta e analizza i dati per creare un output motorio, la manetta che agisce sui quadricipiti.
Una volta che iniziate il movimento mandando le ginocchia in avanti e tenendo in eccentrica (un “indietro piano”) i sensori cominciano ad inviare informazioni al cervello sullo stato del corpo, come nel disegno a sinistra.

In altre parole è necessario rendere safe una situazione classificata come dangerous
Chiaramente il nostro Sistema Nervoso non è stupido e se una posizione è oggettivamente pericolosa (ad esempio un muscolo stirato ai limiti fisologici) mai si farà fregare a meno che non vi scoliate della morfina, vi droghiate, vi ubriacate.
Gli ingredienti della pozione magica

- Lo step zero è sempre lo stesso: capire l’esercizio da eseguire, avere le idee chiare su cosa osservare e perché. Potete rileggervi i miei pezzi sullo squat o quelli di chi volete, ma è necessario che comprendiate la logica del movimento oltre il “mi metto sotto, stacco e vado giù”. Più sapete, più potete analizzare e controllare.
- Nessuno è in grado di imparare qualcosa di nuovo se è troppo vicino ai propri limiti psicofisici, che sia apprendere lo squat come uno studio di meccanica quantistica o una ricetta. Provate a studiare al centro di una discoteca o cucinare con la fiamma ossidrica, vi concentrerete su come limitare gli stress esterni piuttosto che sul capire al meglio ciò che state facendo. Così nello squat: se il carico è eccessivo vi eseguirete sempre lo stesso programma motorio, in automatico. Per questo tutti falliscono: sono troppo al limite e i segnali sensori del loro corpo indicano sempre danger.
- Poiché dovete memorizzare una nuova profondità di discesa, è necessario un riferimento oggettivo e non “mi sembra” o “mi pare”. Sfiorate lo sgabello? La ripetizione è good lift, non lo sfiorate? La ripetizione è no lift. Il mondo che i vostri sensi vi restituiscono è una visione soggettiva della Realtà, lo sgabello è la Realtà oggettiva.
- La profondità non è tutto, è necessario osservare la “forma” del proprio movimento, perciò è necessario riprendersi e riguardarsi per determinare se ciò che si è appreso in teoria è stato eseguito nella pratica. Non solo, è auspicabile il confronto con chi è in grado di darvi un giudizio più competente del vostro.
Cosa succede adesso?

Alcuni maggiori dettagli di cosa vi capiterà: avete “studiato” che per un buono squat dovete stare “duri con la schiena”, cont
raendo i muscoli dorsali e paravertebrali e spostando le anche indietro in modo da assumere da subito l’assetto ottimale.
Sapete tutto questo a livello cosciente, razionale. Peccato che tutto il resto del Sistema Nervoso sia ancora settato sul vecchio schema motorio, pertanto la tensione sulla schiena e la sua inclinazione mandano sul rosso del fuori scala le misurazioni dei sensori. Pericolo! Perciò se a sinistra c’è la rappresentazione di come vi vedono da fuori, a destra c’è quella di come vi vedete da dentro, una deformazione della Realtà.
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Nel disegno a sinistra e al centro ciò che accade quando siete nella posizione più bassa: i femorali sono allungati oltre le consuete e ben note posizioni, ancora… pericolo! A destra la percezione del vostro assetto, con la schiena completamente a C.

Cosa dovete fare in quella mezz’oretta dedicata a questa roba? Quale miracoloso schema taumaturgico proverete? Incredibilmente, eccolo:


l’ho letto solo per meta’, a parte la spiegazione dello squat che e’ all’altezza degli altri tuoi articoli, pero’ i pinguini sono BELLISSIMI!!!! (ps: si confermo che usano pesi di ghiaccio, e usano ossa di orso bianco come bilanciere
domanda buttata li’, non credi che a volte l’esecuzione errata dello squat, specialmente in accosciata, quando la schiena si curva a C o viceversa possa dipendere da un fattore di allungamento dei femorali? quindi una soluzione potrebbe essere stretching stretching stretching??
Ciao Paolo
prima delle ultime vacanze estive il mio squat arrivava sempre a 5-6 dita dallo sgabello….non volevo rinunciare ai kg e quindi non riuscivo a scendere di più….ma tutto ciò non mi piaceva, assolutamente non mi piaceva…l’idea di sentirsi dire no lift mi faceva sentire estraneo al gruppo di quelli che avevavo uno squat valido…così al rientro dalle vacanze decisi di mettere da parte il mio orgoglio……tolsi un pò di kg e iniziai a squattare a 28 cm da terra…toccando sempre lo sgabello con le chiappe…..tre giorni fa ho battuto, e di parecchio, il mio vecchio massimale fatto con il culo a 5-6- dita dallo sgabello……e la tecnica è migliorata moltissimo perchè, scendendo a 28cm, ho imparato a reclutare le chiappe e i femorali che invece prima venivano solo parzialmente coinvolti vista la minore profondità….come dire…..squattare più in basso, secondo me, aiuta a migliorare la tecnica e, se questa migliora, i carichi salgono…e visto che quando i carichi salgono io godo come un mandrillo, io in questo momento, sto godendo come un mandrillo.
Ci si vede.
Paolo
sembra un articolo scritto per me…
è un po’ che sto provando lo squat. per andare sotto il parallelo non ho grossi problemi. il brutto è che il bacino ruota e influisce sulla curvatura della schiena.
Ciao Uber!
Non sono così competente per dirti se lo stretching serva o meno. Su di me non ha funzionato per niente: ore davanti alla televisione a fare stretching statico e dinamico.
Il problema secondo me è più complesso e coinvolge i leveraggi e la distribuzione del peso e perciò del baricentro.
Ciao Paolo, il tuo percorso è simile al mio. E’ così, solo che la parte iniziale del training non la vuole fare nessuno. Perchè “sennò perdo”.
Dopo, nessuno torna indietro ah ah ah
Allora stando a quello che hai scritto una volta appreso lo schema giusto uno sheiko sarebbe l’ideale ovvero lo stesso schema ripetuto per miglioni di volte no?
Cmq negli ultimi tempi mi sto rendendo conto che la tecnica curata e’ la chiave per migliorare in futuro!
Ciao
GLi schemi di Sheiko si basano tutti sulla ripetitività del gesto, il punto è che non va frainteso il programma con i motivi che determinano il programma stesso. In altre parole, si dà troppa importanza allo schema senza capire perchè funziona. Non è quello che c’è scritto, ma il fatto che lo schema fornisca un volume di ripetizioni a intensità ciclizzate che permette lo sviluppo delle abilità motorie necessarie.
Compresa la logica dello schema, è possibile derivarne 2000. Altrimenti si rimane ancorati ai soliti 2 o 3 foglietti scopiazzati, come se fossero quelli che fanno migliorare.
Prendi il famoso programma Smolov: migliori perchè costringi il tuo corpo a sopportare un volume di squat pauroso, ma funziona solo se le ripetizioni sono tutte tecnicamente ineccepibili. Non devi, cioè cercare di finire lo schema, ma mantenere la tecnica perfetta anche se la stanchezza si fa sentire. Se tu hai una tecnica di merda lo smolov te la peggiora, perchè tu enfatizzerai i tuoi errori per finire lo schema.
Questo è il senso, non so se mi sono spiegato!