• Log In
  • Registrati
<
Dangerous Fitness
  • Home
  • Articoli
    • Aerobica
    • Alimentazione
    • Allenamento
    • Articoli di altri autori
      • Articoli di Ado
      • Articoli di Ardus
      • Articoli di Crono
      • Articoli di David
      • Articoli di Dimitry
      • Articoli di EnricoPL
      • Articoli di Fabio
      • Articoli di Manx
      • Articoli di MarcoPL
      • Articoli di Roccia
      • Articoli di Tattoos
      • Articoli di TonyMusante
      • Articoli di UberFranz
      • Articoli di Unge
    • Articoli stranieri
    • Biomeccanica e Fisiologia
      • Motion Analisys
    • Di tutto un po'
      • Amici
    • Di tutto un po'
    • Doping
    • FAQ
  • Book
  • Conventions
  • Corsi FIPL
  • Gare e manifestazioni
  • La posta
  • News
  • Software
  • Web 2.0

Pagine

  • Il sito
    • Articoli
      • Aerobica
      • Alimentazione
      • Allenamento
      • Altri autori
      • Biomeccanica e Fisiologia
      • Di tutto un po’
      • Doping
      • FAQ
    • Il Big Crash
    • Contatti
  • Chi sono io
    • Crack!
    • Facebook
    • Fragile come l’acciaio
    • Ho 40 anni
    • La frase
    • Moto e pesi
    • Foto
      • Il mio laboratorio
      • La decenza…
      • Powerlifting
      • Un’altra era…
      • Le mie imprese
      • Il piccolo Paolino
      • Cose strane
      • Atletica
      • Mia figlia & C
    • Record e… infortuni
    • Video
      • 2007 - Prima del Crack!
      • 2008 - Dopo il Crack!
      • Di tutto un po’…
      • Powerlifting
      • La luce divina… e altre imprese
  • Il Powerlifting
  • I Forum

Forum

  • Fituncensored

Siti Web

  • Dangerous Facebook
  • FIPL - Federazione Italiana di PowerLifting

Fragile come l’acciaio

Gli ultimi dieci giorni sono stati molto brutti. Scrivo quello che mi è successo anche se, in fondo, non mi fa molto piacere esporre vicende personali.
Faccio tutto questo per coerenza: ho sempre detto che le persone che leggono il blog devono conoscere con chi hanno a che fare, e perciò penso che sia corretto farlo. Del resto, pur essendo una caccola virtuale all’interno della Matrice, questo blog è letto da persone che magari agiscono sulla base di ciò che dico e niente è peggio di prendere decisioni su informazioni parziali.
Penso che molti, alla lettura di tutto questo, penseranno “ma che hai combinato!”: non capiranno. E’ per loro un bene e gli auguro di non capire ancora per moltissimo tempo, perché significherà stare lontano da esperienze simili.
Ve la faccio breve: per circa una settimana ho pensato di morire a causa della SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Avevo deciso, molto serenamente, di non partecipare alla gara di stacco del 7 Marzo. Non solo, avevo deciso di staccare dal Powerlifting perché è impossibile, addirittura patetico, allenarsi come un professionista in condizioni da dilettante. Pur con tutti gli errori che posso commettere nell’allenamento, quando si viaggia sopra i 250 di stacco contano le finezze e allenarsi in casa, da solo, senza confronto diretto con gli altri non funziona più.
Su questo, io sono molto razionale: l’obbiettivo è sfidante se difficile ma fattibile, altrimenti è solo un sogno e i sogni svaniscono quando ci si sveglia. Avrei voluto tentare i 285 quest’anno e puntare ai 300 il prossimo. I 285 erano sfidanti ma fattibili, però nella fattibilità erano comprese le “finezze” che ho elencato. Assimilato che sarebbe stato impossibile raggiungerli, li ho semplicemente accantonati.
Bene, che problema c’è? Posso giocare con i pesi in 1000 altri modi!
Il riposo mi aveva fatto passare quasi del tutto i dolori alla schiena che si propagavano a destra verso l’inguine e anche verso il piede destro. Stavo bene ma non avevo disdetto l’appuntamento con il chiropratico perché un “tagliando” in fondo avrebbe avuto un senso prima di ripartire con idee nuove.
Durante la visita è risultato che avevo perso il riflesso del tendine d’Achille sinistro, in pratica picchiando con il martelletto il piede destro saltava, il sinistro no. L’ernia asintomatica L5-S1 che ho probabilmente da oltre 10 anni, in questi ultimi 2 anni doveva essere un po’ peggiorata e il nervo ne ha risentito.
Il dottore, che mi conosce bene, mi dice queste parole: “non posso dirle che sia grave perché lei sta meglio del 95% delle persone che vengono qua, però questa è una informazione che ora lei conosce e che deve gestire: la fessurazione che fino a due anni fa non aveva mai creato fastidio, adesso ha creato qualcosa di differente per quanto lieve dato che non ha evidenti perdite di forza. Ma poichè qualcosa è cambiato nessuno potrà garantirle che questo cambiamento si fermerà qui”.
Il discorso è stato così perfetto che… mi ha convinto. Soppeso queste due situazioni: rompermi le palle con una nuova risonanza, nuove visite, nuove terapie per capire se l’ernia è peggiorata e se può tornare a posto per fare squat e stacco, il tutto per un totale approssimato di 400 Euro (oramai sono un esperto di preventivi di questo tipo) oppure sbattersene semplicemente e lasciare squat e stacco per un anno e vedere che succede. Scelgo la seconda opzione, tanto… che mi frega, posso benissimo fare l’hip belt squat se tanto non devo fare il PL.
Perfetto, tutto a posto. Nei giorni successivi compro un po’ di catene e moschettoni, faccio un po’ di prove e test, ho intenzione di rallentare, 3 allenamentini a settimana, 2 pesi e 1 cyclette. Ho il libro da scrivere, il blog, un sacco di idee.
Però… però… comincio a sentirmi sempre più stanco, mi sembra che le mie mani si muovano peggio, i mignoli e specialmente gli anulari non sono veloci sulla tastiera come prima, mi sembra di andare a scatti quando muovo gli oggetti, quando ho il cellulare in mano, quando mi piego. Comincio a pensare al mio tendine che non si muove, che è… rotto. Ad un certo punto, chissà perché (ma poi l’ho capito il perché…) mi viene in mente che potrei avere la SLA.
Non voglio documentarmi perché tanto lo so come va a finire con tutto il surplus informativo non gestibile. Ok, mica sono così fesso eh… se avessi la SLA come potrei comunque fare un 6×4x20Kg di trazioni alla sbarra? E come potrei fare le serie da 6 con 100Kg di hip belt squat? E come potrei camminare a occhi chiusi per 20 metri nel giardino? Però questi mignoli che non funzionano come vorrei, queste mani che sembra non abbiano forza, questa schiena che quando mi piego per sedermi sul cesso va a scatti. Dài, sono stanco, l’influenza latente, il lavoro, il treno che prendo da 20 anni, proprio la cazzo di SLA devo avere fra tutti i possibili mali del mondo…
Vado anche dal dottore di famiglia, che è neurologo, e gli dico proprio che ho questa paura anche a costo di sembrare un deficiente e lui mi dice che di tutti i sintomi che menziono l’unico che non ho rammentato è la fascicolazione, cioè i muscoli che si contraggono spontaneamente senza atto motorio. Bene, non ho la SLA e fanculo. La sera faccio 30’ di cyclette a un buon passo, vado a letto contento.
Il giorno dopo in treno inizio a sentire contrazioni strane ai polpacci, ai glutei e penso “ma guarda la cyclette che mi fa proprio venire queste cazzo di contrazioni di merda” (ok ok, sono molto scurrile, ma questo ho pensato). In mattinata al lavoro comincio a sentirmi sempre più debole, sempre peggio, le contrazioni aumentano. Mi misuro la febbre, ho 37°8 e sono contento perché, almeno, ho qualcosa di oggettivo. Però, ad un certo punto, credo di aver avuto la prima crisi d’ansia della mia vita: lo stomaco mi si chiude, il cuore accelera, sudo freddo, mi sembra di perdere l’equilibrio ad ogni passo e i muscoli che si muovono per i cazzi loro.
Prendo il primo treno per casa, non riesco a stare a sedere e vado avanti ed indietro per tutti i vagoni. Un pensiero esplode improvviso dentro la mia testa: io ho la SLA, io morirò di SLA. Dei terrificanti pensieri a raffica, perdere la capacità di camminare, i muscoli che si atrofizzano, la tracheotomia per respirare, comunicare solo con gli occhi, dire tutto questo ai miei familiari, a mia moglie, a mia figlia. Ora che scrivo mi sembra impossibile che io abbia pensato tutto questo ma… l’ho fatto. La testa che sembra scoppiare, lo stomaco chiuso come se non avessi mangiato da anni, l’equilibrio precario.
A casa ho una crisi di pianto da puro terrore, e ci vuole tutta la buona volontà di mia moglie per calmarmi. Lei ha sempre saputo che era tutto “finto”, per fortuna. Chiama il dottore, gli spiega cosa ho, il dottore viene, mi visita, vede le contrazioni ma non dà loro importanza. Ma io non mi convinco. Mi segna un’elettromiografia, “per farti contento, così vedi che non hai la SLA”.
Con 75 euro riusciamo a farla 5 giorni dopo, Valerio è gentilissimo e mi fissa un appuntamento con un dottore molto bravo a Roma, per fortuna il giorno dopo l’elettromiografia così posso andare giù con dei dati alla mano. Chiamo il dottore che è gentilissimo e mi dice che, nel caso, faremo altri accertamenti nei giorni successivi.
I 5 giorni sono assolutamente devastanti perché sono un’unica attesa dell’esame miracoloso, con alti e bassi: specialmente la mattina sento montare l’ansia, il panico, il terrore incontrollato. Eppure la razionalità mi dice che ho elementi a favore per non avere nulla dato che la fascicolazione viene anche a soggetti stanchi ed ansiosi e che non ci vuole di essere laureato in neurologia spaziale per capire che due o tre test di destrezza impegnativi li passo alla grande. Però poi mi assale il panico e le visioni di morte e sofferenza.
Faccio l’elettromiografia, dicendo al dottore che penso di avere la SLA anche se è tutta una suggestione, anche se sembro un cretino, anche se… però mi deve dire se io ho la SLA. Per sdrammatizzare dice, rivolgendosi a mia moglie: “lei è la sua psicoterapeuta?” e io: “si, pagata 24 ore su 24”. Mi ficca degli aghi di 4cm nei quadricipiti e mi dice subito: “lei non ha la SLA perché se l’avesse si sentirebbe un suono differente, ora vediamo l’ernia a sinistra cosa provoca”. Bene, l’ernia non provoca niente, stranamente. Mah… pensavo di avere la spina dorsale fottuta, marcia, invece non ho niente. Nemmeno a destra dove ho avuto dolori negli ultimi tempi.
Anche la visita successiva conferma che non ho la SLA, ma addirittura il riflesso del tendine d’Achille sinistro è debole ma presente. Perciò, non ho la SLA, non morirò di SLA ma, magari, centrato da un SUV guidato da una testa di cazzo piena di droga ed alcool. Però, niente SLA, niente visioni devastanti, niente di niente.
Ora, questo è il racconto degli eventi. Come per tutte le esperienze “importanti”, è necessaria una riflessione. Direi che sia doveroso.
Intanto, la prima cosa: in tutto questo grande casino mia moglie, i miei genitori, i miei suoceri, i miei parenti più stretti mi hanno aiutato e questo non è poco, perchè certi comportamenti che sembrano dovuti, opzioni preinstallate, valori di default sono, invece, un atto volontario. Io non sono mai stato solo.
Poi, gli amici. Valerio, Enrico, Giovanni, David, Francesco, Ivo, e tutti quelli che hanno mandato e-mail o scritto sul blog. Persone reali, virtuali, o virtuali che sono poi diventate reali, però persone che… hanno pensato a me. Mi colpisce sempre questa cosa: c’è chi ha un pensiero per me all’interno della propria vita piena dei problemi del tran tran quotidiano. Ragazzi, vi ringrazio tutti.
Devo a tutte queste persone la comprensione di quello che mi è successo, perché ognuno di loro ha fornito un pezzo del puzzle. Anche questo mi ha fatto molto riflettere sul significato della psicoterapia: andare da una persona a parlare dei miei problemi quando questa non sa niente di me e per forza di cose avrà bisogno di decine di sedute per conoscermi. I miei amici, se sono tali, sanno chi sono, comprendono al volo specialmente se c’è un vissuto comune. Però per un amico è dura, alla fine, sciropparsi i problemi degli altri, assorbirli, giudicarli, convincere. Non si può pretendere da un amico di sopportare oltre una certa soglia. Per questo esiste chi è pagato per ascoltare. Non capisco, però, se la psicoterapia funziona perché chi ascolta fornisce una soluzione o perché esiste uno che ascolta e basta. Dove sia il confine mi è sempre stato dubbio.
Ok, grazie a tutte queste persone, credo di aver capito il “percorso” che è stato questo: la partenza è che io sono un “atleta”. E’ 25 anni che sono immerso in queste cose, se il mio Io razionale può spengere e accendere gli interruttori dei comportamenti, il mio Io più profondo si ribella e reagisce.
Dall’età di 15 anni io ho fatto sport, ho spinto il mio corpo verso i miei limiti. Anche a costo di sembrare presuntuoso (ma non lo sono, credetemi), i miei limiti sono oggettivamente ben superiori a quelli delle persone normali. Nella mia mente di “atleta” il mio corpo è una macchina perfetta ed esprime la sua perfezione attraverso quei gesti che io reputo importanti. Attenzione: la “perfezione” è lontana da me quanto un quasar, non so nuotare, sono scoordinato, sono rigido, impacciato. Ma a me non interessa: io devo essere perfetto in quei gesti che io reputo importante, la corsa prima, i pesi adesso.
Un “atleta” si allena sì per gareggiare, ma essenzialmente per provare quella strana sensazione dell’”essere in forma”, una condizione che si verifica pochissime volte in un’intera stagione, quando il so corpo esprime la massima fisicità in quello che fa, le sensazioni sono espanse, la mente e i muscoli sono assolutamente in sintonia. E’ il momento in cui superi te stesso, meglio se accade in gara, ma non è importante in fondo: quando sei in forma, sei tu-amplificato.
Il tuo corpo che risponde alla tua mente all’istante, la forma di controllo perfetta, il dominio totale di quello che fai, richiesta con risposta immediata: tu vuoi fare e puoi farlo perché il tuo corpo esegue i tuoi ordini. E’ una sensazione assolutamente appagante.
Accade a tutti, ma se tu sei un atleta di livello superiore, quando “sei in forma” lo sei oggettivamente più della media, perciò la sensazione è totalizzante, sai che stai facendo qualcosa di… superiore. Ok, io mai mi permetterei di fare confronti con gli altri, né sono mai stato un gasato. Ma questa è la sensazione profonda che si prova, ed è questa che rende un “atleta” un grande stronzo, uno che pur di allenarsi passa sopra tutto e tutti e prima vengono i suoi cazzi e poi quelli degli altri.
Perché, fondamentalmente, è un drogato di queste sensazioni. Un “atleta” può allenarsi un anno intero per vivere una settimana in questo modo. Non so se riesco a spiegarmi: dedicare centinaia di ore di allenamento per… cosa? Qualche ora di queste sensazioni. Una forma particolare di dipendenza.
Ah… un “atleta” è anche un pilota o uno che tira al piattello, perché è sempre una questione di controllo della mente sul “corpo” e in questo caso il corpo è quello fisico fuso con quello meccanico, moto, auto o fucile che sia.
Bene. Prendete uno così e fategli vedere che un suo fottuto tendine non si muove quando dovrebbe farlo. E’ uno shock: la macchina perfetta che si è rotta, che non si può controllare. E se non si può controllare un pezzo, non si può controllare il tutto.
Perciò, ai primi sintomi di qualcosa che non va, il cervello crea una spiegazione che tiene conto di tutto questo: quale è la peggior cosa che può accadere ad una macchina perfetta? Andare in pezzi, piano piano, sotto gli occhi del pilota.
La SLA, in questo, è la malattia che più rappresenta questa situazione dato che muoiono i motoneuroni: tutti i muscoli ne sono colpiti meno quelli oculari, il corpo che letteralmente appassisce sotto i propri occhi con la mente che rimane sempre cosciente. Il proprio corpo che da macchina perfetta diventa la tomba vivente di se stessi, come essere sepolto vivo.
Si crea un bel loop a retroazione negativa, la “morsa mentale” che si stringe sempre più e quando è chiusa, si è imprigionati. Perciò ansia e tutto il resto. Il problema è che la realtà che ci circonda arriva alla nostra coscienza mediata dai nostri sensi e dall’interpretazione del nostro cervello. In questo senso, non esiste una “realtà oggettiva”.
Lo schema è interessante e credo che sia replicabile in molte altre situazioni: un evento scatenante a cui viene data una importanza relativa (il tendine che non si muove) che crea le premesse per una manifestazione violenta in una forma che può essere del tutto diversa (la SLA, che con il tendine non c’entra niente dato che in questa malattia i riflessi AUMENTANO e non diminuiscono). E’ una catena che va risalita al contrario, anello per anello.
Allo stesso tempo, per la “cura” non basta la volontà, parlare, sviscerare il tutto. Perché io questo l’avevo capito fortunatamente quasi subito, ma non è bastato. E’ stato necessario, specularmente, un evento risolutivo (l’elettromiografia). Ma… ho avuto culo: in questo caso esiste un esame che permette di comprendere se la SLA sia presente o meno. In altri casi, non esiste ed è necessario un approccio ben più complicato.
Ho sempre avuto il terrore di incasinarmi la vita in problemi come questi, di avere un familiare impantanato in situazioni simili. Ho esperienza indiretta degli attacchi di panico e so quanto possano essere devastanti per chi li subisce come incomprensibili per chi gli è intorno. Il peggior scenario è che mia figlia si trovi in situazioni del genere.
Mai avrei pensato che uno come me avrebbe avuto un giorno un problema del genere e già adesso che sta diventando parte del “passato”, sebbene prossimo, comincio a perdere la percezione di quello che è successo. Scrivo questa roba anche per ricordarmi quello che è successo.
Il punto è che io sono… più fragile di altri. Per quanto sia una vita che lavori su questi aspetti di me stesso, quanto è accaduto dimostra che io non ho risolto ancora alcuni aspetti del mio rapporto con me stesso. Per quanto io sia una persona equilibrata, tranquilla, attiva e, in fondo, felice di quello che ha, in certe occasioni la mia mente fa crack, violentemente. Perché il problema esiste ed è latente, anche se controllato. Io fronteggio male eventi in cui non sono io che posso decidere cosa voglio fare, non riesco ad adattarmi come vorrei, perché devo avere il controllo e se ciò non è possibile vado in crisi. Per fortuna non succede spesso e sono molto più equilibrato degli anni passati. Però ancora accade ed è fonte di stress.
Proprio perché io ho questo approccio problematico con il mio corpo posso comprendere chi ha atteggiamenti simili, posso “sentire l’odore” degli stessi problemi. Per questo sono sensibile ad argomenti quali la vigoressia, l’anoressia, il doping ma anche comportamenti ben più innocui quali il non concedersi mai una pizza o un McDonald con gli amici.
Perché sono comportamenti che sono pericolosi, anche solo potenzialmente. Nessun giudizio “morale”, nessuna questione di “giusto” o di “sbagliato”, ma comunque tutto questo ha una valenza di “negatività” specialmente quando i comportamenti non sono conclamati ma solo tratteggiati: denotano una dipendenza, qualche volta evidente ma molto spesso subdola e strisciante.

Per come la vedo io, non c’è molta differenza fra uno che vive per occupare più volume possibile, una che vuole invece diventare invisibile e uno con la testa da “atleta” che crede di avere la SLA: queste tre figure sono legate da un sottilissimo filo di seta che rappresenta il voler esprimere qualcosa attraverso il loro corpo, cambiando solamente i mezzi con cui questo qualcosa viene espresso.

Ora, dopo un bel po’ di pippe psicologiche, si riparte :-) ho un bel po’ di posta arretrata, cercherò di rimettermi in pari!

 

marzo 2010
L M M G V S D
« feb    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Commenti recenti

  • marcorock su Faccio così perché lo fa lui che è grosso
  • uberfranz su La leggenda dei pettorali esterni ed interni
  • Ghiro su La leggenda dei pettorali esterni ed interni
  • Ghiro su Faccio così perché lo fa lui che è grosso
  • acalex_2000 su T meno zero secondi. Accensione!

Categorie

  • Articoli (596)
    • Aerobica (10)
    • Alimentazione (8)
    • Allenamento (127)
    • Articoli di altri autori (267)
      • Articoli di Ado (18)
      • Articoli di Ardus (2)
      • Articoli di Crono (1)
      • Articoli di David (3)
      • Articoli di Dimitry (7)
      • Articoli di EnricoPL (2)
      • Articoli di Fabio (2)
      • Articoli di Manx (2)
      • Articoli di MarcoPL (1)
      • Articoli di Roccia (2)
      • Articoli di Tattoos (29)
      • Articoli di TonyMusante (1)
      • Articoli di UberFranz (1)
      • Articoli di Unge (7)
    • Articoli stranieri (3)
    • Biomeccanica e Fisiologia (81)
      • Motion Analisys (6)
    • Di tutto un po' (68)
      • Amici (12)
    • Di tutto un po' (2)
    • Doping (5)
    • FAQ (27)
  • Book (7)
  • Conventions (12)
  • Corsi FIPL (4)
  • Gare e manifestazioni (25)
  • La posta (1)
  • News (18)
  • Software (2)
  • Web 2.0 (1)
Copyright © 2010 Dangerous Fitness. All Rights Reserved.
Powered by Fituncensored.